Alghero · centro storico e Riviera
La cucina di Alghero
Cucina catalano-sarda, fra mare e tradizione
✽ Ristoranti del centro storico, 5 min a piedi

Mangiare ad Alghero significa attraversare due mondi che convivono dal 1354, anno della conquista catalano-aragonese: la cucina catalana del Mediterraneo iberico — aragoste, salse fredde, soffritti generosi — e la cucina sarda dell'isola — pane carasau, pecorino, agnello, vini di carattere. Il risultato è un'identità gastronomica unica in Italia, che non si ritrova in nessun'altra città. L'aragosta alla catalana è il piatto-simbolo, ma la tavola algherese va molto oltre: dalla fregula con arselle della tradizione marinara alla bottarga di muggine dello stagno di Calich, dai cavalleros (frittelle dolci catalane) alle seadas sarde col miele amaro. Qui sotto trovi la guida ai piatti da provare e, in arrivo, la nostra selezione personale di ristoranti — quelli che frequentiamo davvero, non quelli per turisti.
L'identità catalano-sarda
Alghero è l'unica città in Italia dove ancora oggi una piccola comunità parla algherese, dialetto catalano riconosciuto dall'UNESCO come lingua in pericolo. Il dialetto è arrivato qui nel 1354, quando le truppe di Pietro IV d'Aragona conquistarono la città dai genovesi e ripopolarono il centro storico con coloni catalani provenienti soprattutto da Barcellona, Valencia e Maiorca. Per oltre tre secoli Alghero rimase parte della Corona d'Aragona, e da allora la cultura, l'architettura — i Bastioni, le chiese gotico-catalane, le insegne bilingui — e soprattutto la cucina sono rimaste bilingue. Le ricette catalane (aragosta, fideus, escalivada) si sono fuse con la dispensa sarda (formaggio pecorino, miele, mirto, agnello), creando piatti ibridi che non esistono né a Barcellona né a Cagliari.
I piatti di mare
L'aragosta alla catalana è il piatto-icona: aragosta locale bollita, tagliata a pezzi, condita a freddo con pomodoro fresco, cipolla rossa di Tropea, prezzemolo, olio extravergine sardo e sale. Si serve a temperatura ambiente. Costa 40-60 € a persona (chiedere sempre il prezzo al chilo prima di ordinare). Si abbina al Torbato di Alghero, vino bianco autoctono della cantina Sella & Mosca. Altri piatti di mare imperdibili: la fregula con arselle (pasta sarda con vongole), la bottarga dello stagno di Calich grattugiata su spaghetti o crostino col burro, il polpo alla griglia con patate e capperi, la zuppa di pesce (cassola) con pesci di scoglio del giorno, il pesce all'algherese — branzino o orata cotti al forno con salsa di pomodoro, capperi, olive nere e un pizzico di mirto.
Tradizione di terra, dolci e vini
Per chi non ama il pesce, la cucina d'entroterra offre maialetto sardo arrosto al mirto, agnello con i carciofi, culurgiones (ravioli di patata e pecorino), malloreddus alla campidanese. Sui formaggi: pecorino sardo DOP, fiore sardo affumicato, caciocavallo della Nurra. Pane: il carasau (sottilissimo, croccante), il guttiau oliato e salato, e il pane di Alghero lievitato a lunga maturazione. Tra i dolci, l'eredità catalana è netta: i cavalleros (frittelle ripiene di crema), i mostaccioli speziati, le tortelle de mel col miele e — sardesi — le seadas (raviolone fritto con pecorino fresco e miele amaro di corbezzolo). Sui vini, oltre al Torbato e al Cannonau di Sardegna DOC, vale la pena chiedere il Marchese di Villamarina (Cabernet Sauvignon, fra i grandi rossi italiani) e il Vermentino di Sardegna DOCG della Riviera del Corallo. Caffè a fine pasto: l'aniseta, anice locale, è la chiusura tipica.
In arrivo
La nostra selezione di ristoranti
Stiamo finendo di mettere in ordine la nostra selezione personale dei ristoranti di Alghero — solo quelli che frequentiamo davvero, suddivisi per occasione (cena romantica, pranzo veloce, aperitivo, cucina di pesce, cucina di carne) e per zona (centro storico, lungomare, riviera). La pubblichiamo qui appena è pronta. Nel frattempo, scrivici per consigli specifici sul giorno della tua prenotazione.
